Di Gabriele Denaro · Pubblicata il 20 settembre 2026 · Aggiornata il 6 ottobre 2026
Un fondo di accantonamento è denaro messo da parte ogni mese per una spesa specifica che sai arriverà ma non è ancora dovuta. Se l'assicurazione auto costa 600 € l'anno, mettere da parte 50 € al mese fa sì che la bolletta arrivi come un prelievo da soldi già risparmiati invece che come uno shock in un solo mese.
Dividi il costo per i mesi che mancano alla scadenza. Una vacanza da 1.200 € tra otto mesi sono 150 € al mese. Un portatile da 900 € che pensi di sostituire tra 18 mesi sono 50 € al mese. Sommali per vedere quanto ti costano davvero ogni mese le spese pianificate, e trattane il totale come una rata fissa.
La differenza rispetto a un fondo emergenza è la parola "conosciuta". Un fondo emergenza copre l'imprevisto, come la perdita del lavoro o una caldaia rotta, ed è dimensionato come cuscinetto contro l'incertezza. Un fondo di accantonamento copre il pianificato ed è dimensionato su una cifra e una data precise. Mescolarli svuota il fondo emergenza con spese prevedibili, oppure lascia una spesa pianificata a competere per soldi che dovevano restare intoccabili.
Pensa ai costi certi ma irregolari: assicurazioni annuali, bollo auto e tagliando, TARI e IMU, regali e ricorrenze, un viaggio, la sostituzione di un dispositivo o di un elettrodomestico. Riguardare gli estratti conto dell'anno scorso di solito ne fa emergere qualcuno che avevi dimenticato.
Un salvadanaio o un conto dedicato rende tutto più visibile, ma non è obbligatorio. Basta una riga su un foglio di calcolo o una nota accanto al saldo di un conto liquido, tipo "di questo totale, 300 € sono destinati all'assicurazione auto di marzo". Ciò che conta è che il denaro venga accantonato, mentalmente o davvero, prima che arrivi la bolletta.
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