Di Gabriele Denaro · 1 ottobre 2026
Il TAN è il tasso di interesse nominale di un finanziamento. Il TAEG (tasso annuo effettivo globale) è un indicatore del costo complessivo del credito, in percentuale annua: comprende interessi e i costi e oneri rilevanti, ma non necessariamente ogni spesa eventuale. Per confrontare due finanziamenti si guarda soprattutto al TAEG. Sul debito non pagato gli interessi maturati possono sommarsi al capitale e generare a loro volta altri interessi.
In un mutuo a tasso variabile la rata può cambiare al variare di un parametro di riferimento (per esempio l'Euribor); a tasso fisso il tasso resta quello pattuito. Nell'ammortamento "alla francese" la rata periodica è generalmente costante, ma la sua composizione cambia: all'inizio pesano soprattutto gli interessi, poi cresce la quota di capitale.
Con una carta "a saldo" paghi l'intero importo a fine periodo; con una carta revolving rateizzi il saldo e paghi interessi sull'importo residuo, e pagare solo il minimo allunga molto il tempo di rimborso. La cessione del quinto è un prestito per dipendenti e pensionati rimborsato con trattenuta diretta su stipendio o pensione, con rata normalmente non superiore a un quinto dello stipendio o della pensione netti. Il garante (fideiussore) è chi si impegna a pagare se il debitore non lo fa.
Estinguere un prestito in anticipo in genere riduce gli interessi futuri, ma vanno verificati eventuali indennizzi e le condizioni del contratto. La consolidazione dei debiti unisce più debiti in un unico prestito, spesso con una rata più gestibile: conviene solo se il costo complessivo non peggiora.
Con più debiti, la strategia "valanga" paga per primi quelli con il tasso più alto e fa risparmiare più interessi; la strategia "palla di neve" parte dai più piccoli per ottenere slancio psicologico, anche se matematicamente è meno efficiente. Se hai un debito al 15% e un conto che rende il 2%, considerando solo gli interessi rimborsare il debito è più conveniente, mantenendo comunque un fondo di emergenza.
Un debito "buono" è finalizzato a costruire patrimonio (per esempio un mutuo per la casa), uno "cattivo" finanzia consumi che non aumentano il valore netto. In generale ha senso chiedere un prestito per necessità reali o per investimenti che possano aumentare il patrimonio nel tempo, verificando prima che la rata sia sostenibile.
Il punteggio di credito sintetizza la tua affidabilità creditizia ed è usato da banche e finanziarie per valutare il rischio. Come regola pratica si cita di usare solo una parte del plafond disponibile e di tenere il rapporto debiti/reddito (debt-to-income) basso: soglie come il 30% o il 36% sono regole pratiche, non limiti di legge. Il tasso soglia antiusura è il limite, calcolato secondo la normativa, oltre il quale il costo del credito può essere considerato usurario.
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