Di Gabriele Denaro · 1 ottobre 2026
Bitcoin è la prima criptovaluta decentralizzata, creata nel 2009: permette transazioni tra persone senza intermediari. Funziona su una blockchain, un registro distribuito, molto difficile da alterare, che registra le transazioni in blocchi collegati in ordine cronologico. Il numero massimo di bitcoin che potranno esistere è fissato a 21 milioni.
Ethereum è una piattaforma che supporta gli smart contract, programmi che si eseguono automaticamente al verificarsi di certe condizioni. Su questa base nascono la DeFi (servizi finanziari come prestiti e scambi su blockchain, senza intermediari tradizionali) e gli NFT, token non fungibili che rappresentano asset digitali unici.
Nelle reti che usano il proof of work, come Bitcoin, il mining è il processo computazionale che valida le transazioni e crea nuovi blocchi. Nel proof of stake la validazione è affidata a validatori che mettono in staking una quantità di criptovaluta e partecipano secondo le regole della rete: lo stake è una garanzia economica legata al loro comportamento corretto.
Un wallet è un portafoglio digitale per conservare, inviare e ricevere criptovalute. L'accesso ai fondi dipende dalla chiave privata; la seed phrase è una sequenza di parole che permette di ripristinare il wallet. Chi le possiede controlla i fondi: vanno custodite offline, mai condivise, fotografate o salvate online. Se le perdi, potresti non poter più recuperare nulla.
Un exchange è una piattaforma per comprare, vendere e scambiare criptovalute. In un exchange "custodial" le chiavi private sono controllate dall'exchange per conto tuo: il saldo che vedi può rappresentare un credito verso la piattaforma, non fondi che controlli direttamente. Da qui il detto "not your keys, not your coins".
Le operazioni su una blockchain hanno un costo: le "gas fee" sono commissioni per far elaborare una transazione, e variano in base all'operazione e alla congestione della rete. Dopo la conferma una transazione è in generale irreversibile: un invio a un indirizzo sbagliato di solito non si recupera.
Le criptovalute sono molto volatili: i prezzi possono oscillare molto in tempi brevi. HODL indica la strategia di tenere a lungo le proprie crypto; secondo la versione più diffusa il termine nacque da un errore di battitura di "hold" in un forum, poi reinterpretato come "Hold On for Dear Life". Le stablecoin cercano di mantenere un valore stabile rispetto a un riferimento (per esempio il dollaro), ma hanno rischi legati all'emittente e alle riserve. Diffida di chi garantisce rendimenti elevati, dei progetti opachi (il "rug pull" è l'abbandono di un progetto con i fondi raccolti) e di chiunque ti chieda la seed phrase: nessun servizio legittimo lo fa.
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