Di Gabriele Denaro · 1 ottobre 2026
L'inflazione è l'aumento generale e sostenuto del livello dei prezzi di beni e servizi. Si misura, per esempio, con l'indice dei prezzi al consumo (CPI), che segue il costo di un paniere di beni e servizi acquistati dai consumatori. Il contrario è la deflazione, una diminuzione generale e sostenuta dei prezzi, spesso associata a fasi di recessione. La stagflazione combina alta inflazione con stagnazione economica e disoccupazione elevata; l'iperinflazione è un'inflazione estremamente alta e fuori controllo che distrugge il valore della moneta.
L'inflazione può nascere da un eccesso di domanda rispetto all'offerta (inflazione da domanda), da un aumento dei costi di produzione (inflazione da costi: un forte rincaro dell'energia ne è un esempio) o da politiche monetarie espansive. È una classificazione didattica, nella realtà le cause spesso si sommano.
Il potere d'acquisto è la quantità di beni e servizi che si può comprare con una somma di denaro. Se i prezzi salgono più dei redditi, lo stesso denaro compra meno. Con inflazione al 2% e un conto a rendimento 0%, dopo un anno il potere d'acquisto cala di circa il 2%. Il rendimento reale è circa il rendimento nominale meno l'inflazione: con un 3% nominale e un'inflazione al 2% è circa l'1%, prima di imposte e costi.
La regola del 72 è un'approssimazione: dividendo 72 per un tasso costante si ottiene il numero di anni circa necessari a dimezzare (o raddoppiare) un valore. Con un'inflazione costante del 3%, il potere d'acquisto si dimezza in circa 24 anni (72 ÷ 3). È una regola approssimativa, non una previsione.
Le banche centrali contrastano l'inflazione alzando i tassi di interesse: il credito diventa più costoso e la domanda tende a raffreddarsi. La Banca Centrale Europea indica un obiettivo di inflazione del 2% nel medio termine, simmetrico: scostamenti in più o in meno sono considerati ugualmente indesiderabili.
L'inflazione "core" è una misura che esclude o riduce il peso di componenti molto volatili, spesso energia e alimentari, secondo la metodologia adottata; aiuta a leggere la tendenza di fondo. I titoli di Stato indicizzati all'inflazione hanno cedole e/o capitale adeguati secondo un indice d'inflazione definito nelle condizioni del titolo: le regole cambiano da titolo a titolo.
L'inflazione erode il potere d'acquisto dei risparmi tenuti fermi e, se i salari crescono meno dei prezzi, anche quello dei redditi. Chi ha un debito a tasso fisso tende invece a vederne ridursi il peso reale, perché la rata resta uguale in euro ma vale meno (se anche i redditi crescono). Alcuni investimenti, come immobili o materie prime, sono chiamati "inflation hedge" perché tendono a mantenere valore quando i prezzi salgono, senza alcuna garanzia.
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