Di Gabriele Denaro · Pubblicata il 16 luglio 2026 · Aggiornata il 6 ottobre 2026
Anna comincia a versare 200 € al mese in un piano pensionistico a 25 anni e continua fino a 65. Marco fa lo stesso a partire dai 35. Supponi un rendimento costante del 4% l'anno, che i mercati reali non danno ma che mantiene pulita l'aritmetica. A 65 anni Anna ha circa 232.200 € dopo aver versato 96.000 €. Marco ha circa 137.100 € dopo aver versato 72.000 €. Lei ha versato un terzo in più e ha finito con quasi il 70% in più.
Perché Marco raggiunga la cifra di Anna dovrebbe versare circa 339 € al mese per 30 anni. È quasi il 70% in più al mese rispetto a lei, e circa 122.000 € in totale, 50.000 € più che con 200 € al mese. Partire tardi non è senza speranza, ma recuperare costa.
L'esempio isola una sola variabile. I risultati reali dipendono anche da quanto versi, da un eventuale contributo del datore di lavoro, dai costi del piano, da come è investito e dalle regole sui prelievi. Un versamento maggiore o un piano più economico possono contare quanto una partenza anticipata. Il punto è che il tempo è un ingrediente che non puoi comprare dopo.
Questa guida riguarda gli orizzonti temporali, non quale fondo pensione, quale gestore o quale allocazione scegliere. Quelle scelte dipendono dal tuo paese, dal tuo datore di lavoro, dalla tua tolleranza al rischio e da regole che cambiano. Le guide della sezione Italia coprono i dettagli locali per chi vive qui.
Patrimony tratta la previdenza come una categoria a sé, separata da liquidità e altri investimenti, perché si comporta in modo diverso: di solito illiquida, con un orizzonte lungo e regole proprie. Mescolarla in un totale unico nasconderebbe questa differenza.
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